Le commissioni del GATT per la risoluzione delle controversie decretano che le merci non possono ricevere un trattamento commerciale diverso a seconda del modo in cui siano state prodotte o raccolte.
La possibilità di distinguere tra metodi di produzione è indispensabile per la difesa dell'ambiente, e per l'elaborazione di politiche economiche basate su una sensibilità ecologista.
Un elemento fondamentale per la messa a punto di politiche ecosostenibili è la possibilità di trasformare le condizioni e i processi entro cui si producono le merci e si coltivano, raccolgono e lavorano i prodotti della terra, in condizioni e processi più rispettosi dell'ambiente.
Le disposizioni della legge sulle specie protette consentono la vendita di gamberetti negli USA solo se questi sono pescati con reti equipaggiate di dispositivi di sicurezza per le tartarughe (Turtle excluder devices - TEDS), progettate in modo di permettere alle tartarughe marine di non restare intrappolate…
… nel 1998 una commissione del WTO decreta che la legge in questione infrange le regole del commercio…
… a contestare la legge statunitense si coalizzano i governi di India, Malesia, Pakistan e Thailandia…
… Australia, El Salvador, Unione Europea, Guatemala, Hong Kong, Giappone, Nigeria, Filippine, Singapore e Venezuela si costituiscono come terzi.
L'Unione Europea propone di bandire entro il 2004 i prodotti elettronici che contengono: piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, e ritardanti a fiamma alogena; inoltre di imporre la presenza di almeno un 5% di materiale riciclato nelle componenti plastiche dell'elettronica…
… l'industria elettronica e il governo degli USA sferrano un'offensiva in grande stile contro questa proposta. L'AEA – con le 3.000 aziende che la compongono, tra cui Motorola e Intel – scrive all'Unione Europea accusandola di violare un certo numero di norme WTO, arrivando a fare la sbalorditiva affermazione che non esistono prove che i metalli pesanti, quali il piombo, rappresentino una minaccia per la salute umana e per l'ambiente…
Lo "scrivere", nel senso che intendiamo noi oggi, come sforzo intellettuale individuale relativo al libro in quanto bene economico, era praticamente sconosciuto prima dell'avvento della tecnologia della stampa.
Gli eruditi medievali erano indifferenti all'esatta identità dei "libri" da loro studiati. A loro volta ben raramente firmavano persino ciò che era evidentemente farina del loro sacco. Erano un'umile organizzazione di servizi.
Il reperimento dei testi era spesso un compito tediosissimo e interminabile. Molti testi brevi furono trasmessi in volumi di contenuto vario, un pò come i brani di un'antologia, e in questa trasmissione andava spesso perduta l'identità dell'autore.
L'invenzione della stampa eliminò l'anonimato, facendo nascere idee di fama letteraria e l'abitudine a considerare lo sforzo intellettuale come proprietà privata.
I multipli meccanici di un medesimo testo crearono un pubblico, il pubblico dei lettori.
La nascente cultura orientata ai consumi cominciò a preoccuparsi delle etichette di autenticità e di protezione contro il furto e la rapina.
L'idea del copyright (il diritto esclusivo di riprodurre, pubblicare e vendere la materia e la forma di un'opera letteraria o artistica) nacque così.
«Bisogna essere disinteressati, accettare il fatto che un suono è un suono e un uomo è un uomo, abbandonare ogni illusione sulle idee di ordine, sulle espressioni del sentimento, e su tutto il resto del nostro bagaglio ereditato di trappole estetiche»
«L'ambizione più elevata è quella di non avere ambizioni. Ciò accorda l'uomo con la natura, adeguandolo al modo stesso in cui la natura opera»
«Tutto ciò che facciamo è musica»
«Il teatro ha luogo in ogni momento, ovunque ci troviamo. E l'arte non fa che aiutare a convincerci che le cose stanno appunto così»
«Essi (i Ching) mi hanno detto di continuare a fare ciò che sto facendo e a diffondere
Oh certo. Voi alludete al suo bell'aspetto, alla sua serenità , al suo viso raggiante. S'intende che l'abbiamo notato. Mentre le sue forze si affievoliscono, quella serenità va aumentando. Noi ci abbiamo fatto l'abitudine, ma a voi doveva dare nell'occhio.
«Io sapevo che lei era vicina ma senza poter dire esattamente dove. Mi sorprese l'esitanza della chiave nella serratura. L'uscio si aprì con gioia per lasciar entrare la gioia, le braccia della gioia che si tendevano verso di me, che mi sollevavano dai cuscini, che mi si allacciavano intorno al collo, che sfumavano tutto, che dissipavano ogni inquietudine.»
Se non mancano pagine di vari scrittori che descrivono efficacemente la Resistenza rilevandone il senso storico e morale, nessuno ci pare sia riuscito a tradurne in linguaggio epico l'ideale patrimonio di valori, la tensione morale e civile, il religioso amore di libertà e giustizia, la ferma e irriducibile volontà di lotta e di riscatto dell'umana dignità di tutto un popolo, quanto Piero Calamandrei…