Ecco a voi le mie impronte digitali. Collaboro con voi perchè non si sa mai. Da una ricerca genealogica potrebbe, chissà , risultare che il sottoscritto ha dei trascorsi Rom, Omosessuali, Gallinacei, Aspartamici o che so io; Mammamia, non voglio neanche pensare cosa potrebbe saltar fuori!
Il nucleare fa ancora danni. Questa volta succede in Francia, a quaranta chilometri da Avignone. L’incidente risale a martedì sera, quando l’Agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha comunicato che trenta metri cubi di una soluzione contenente 12 grammi d'uranio per litro si sono riversati in due fiumi dal sito nucleare di Tricastin a Bollene (Vaucluse).
La fuoriuscita si è verificata durante le operazioni di pulitura di una cisterna della centrale: i trentamila litri di liquido zeppo di uranio, sono finiti al suolo e si sono riversati in un canale adiacente, che li ha poi riversati nei fiumi La Gaffière e L'Auzon.
Sono state mantenute per tutta la notte di martedì le misure di sicurezza precauzionali nei comuni intorno alla centrale: divieto di attività nautiche, bagno e pesca lungo i due fiumi, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell'irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita.
Negli ultimi tempi, chi soltanto tre anni fa insorgeva al solo sentire la parola, ha cominciato a parlare di regime. Sono un po' in ritardo, ma non hanno tutti i torti. Tre, cinque o dieci anni fa a parlare di regime berlusconiano eravamo in pochi e senza prove convincenti. In effetti, non si parlava di un regime insediato, ma di uno in divenire. Ora è divenuto.
Non è stata presa alcuna contromisura. Il secondo governo di centro-sinistra, come i precedenti, ha ficcato in un cassetto le leggi sul conflitto d'interessi e la riforma televisiva. Il regime ha continuato a lavorare indisturbato all'opposizione. Già dall'opposizione era molto più potente del centro-sinistra al governo, che infatti è durato pochissimo. Una volta tornato al potere,s'è visto quanto sia soffocante la sua egemonia. Forse Berlusconi non ha mai letto I quaderni del carcere, però ne applica la lezione meglio degli ex-comunisti. Gramsci è stato il più grande analista del potere dai tempi di Machiavelli. Aveva capito che la proprietà dei mezzi di produzione del pensiero è importante quanto la proprietà dei mezzi di produzione delle merci.
L'intuizione era giusta negli anni Venti, quando Gramsci scriveva dell'importanza di ottenere consenso attraverso i giornali, l'editoria, la narrativa e l'arte popolare. Figurarsi in un mondo governato dai moderni media, dalla TV, da internet, dalla fiction. Grazie a quella intuizione, il Pci è stato il maggior partito comunista occidentale e alla fine l'unico d'Europa ad aver sostituito i socialisti nella guida della sinistra. L'egemonia politica era una conseguenza dell'egemonia culturale. Poi la tradizione s'è persa nei numerosi traslochi da una sede all'altra, da un simbolo all'altro.
A Togliatti non sarebbe stato difficile capire il progetto di egemonia berlusconiano, ma ai suoi nipotini è rimasto misterioso. Oggi i dirigenti del PD parlano di congressi anticipati e ritorno al territorio, quando il berlusconismo, senza sedi di partito e senza aver mai tenuto un congresso, è arrivato al 40% dei voti.