grazie per le *loading* visite

Chi è

Utente: Eutrone
Proprio lui.

Categorie

blogday2007

Medecins sans frontieres

Emergency

Amnesty International

Greenpeace

Save The Children


aNobii

blogday2007
Software tracking

Pulsanti

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



venerdì, 02 ottobre 2009

1





postato da: Eutrone il 02/10/2009 11:07 | link | commenti
categorie:
venerdì, 09 ottobre 2009

Ma!


«Io eletto dal popolo vado rispettato»

Uno che dice così dimostra di essere profondamente ignorante,
di non sapere letteralmente un cazzo di democrazia, diritto, istituzioni, ecc.

(oltre le ovvie considerazioni sulla sua personalità profondamente disturbata).


postato da: Eutrone il 09/10/2009 00:06 | link | commenti
categorie:

Giorgio Bocca


La reazione del premier?
«Un padre padrone che disprezza le istituzioni e distrugge la democrazia».


postato da: Eutrone il 09/10/2009 11:49 | link | commenti
categorie:

Che schifo…


Un individuo decisamente immondo…






postato da: Eutrone il 09/10/2009 17:20 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 13 ottobre 2009

Chizz…


Berlusconi torna ad attaccare Repubblica e la stampa straniera e, ancora una volta, la seconda dopo la convention dei giovani industriali di Santa Margherita (VIDEO) lo fa davanti ad una platea di imprenditori che il premier invita alla "ribellione generalizzata" contro "un giornale che non ha avuto limiti nel gettare discredito sul governo e sul Paese e ad imbeccare i giornali stranieri". Un invito al boicottaggio di fronte alla Confindustria brianzola e una porta chiusa in faccia al presidente degli industriali che poco prima, dallo stesso palco, aveva chiesto al premier di "rimbalzare le polemiche". Il presidente del Consiglio non ci pensa un attimo e torna all'attacco a testa bassa. Tanto da dire agli industriali: "Voi pensate a creare benessere, per la libertà e la democrazia 'ghe pensi mi'".

Finito con la stampa torna poi sul suo nemico storico: i magistrati. "Ci sono frange della magistratura che mi attaccano da 15 anni. No si può mettere sullo stesso piano chi attacca e chi è attaccato". Un altro no ad Emma Marcegaglia che gli aveva chiesto moderazione. Il premier ha espresso la propria intenzione di proseguire nell'azione di governo. "Il governo andrà avanti fino alla fine della legislatura, per i prossimi 3 anni e mezzo. Penso che potremo continuare anche dopo con la nostra parte politica, è una grande occasione per fare le riforme". Un Berlusconi a tutto campo che ha scherzosamente invitato la Marcegaglia a ricoprire il ruolo di vicepresidente del Consiglio, e che ha raccontato della solidarietà degli altri capi di governo: "I primi ministri stranieri mi dicono che io sono un duro, che ho una grande capacità di resistere e che altri politici nel mondo non avrebbero resistito alla metà degli attacchi cui sono stato oggetto".



postato da: Eutrone il 13/10/2009 01:04 | link | commenti (1)
categorie:

da repubblica.it


Il premier ancora contro il nostro e i giornali stranieri: "Discreditano l'Italia e i nostri prodotti, ribellatevi". Poi in milanese: "Democrazia? Ghe pensi mi".


postato da: Eutrone il 13/10/2009 12:53 | link | commenti
categorie:
giovedì, 15 ottobre 2009

v


L’unica via di salvezza è lo sviluppo della democrazia, verso quel controllo dei beni della terra da parte di tutti e la loro distribuzione egualitaria, in modo che non vi siano più da un lato gli strapotenti e dall'altro gli stremati.

Norberto Bobbio, 1981

postato da: Eutrone il 15/10/2009 11:24 | link | commenti
categorie:
venerdì, 16 ottobre 2009

25 anni fa


25 anni fa. L'Italia si dà a Berlusconi

«Mamma i Puffi». La mattina di venticinque anni fa cambiò la storia della televisione italiana. E - ora lo sappiamo - il destino politico del paese. Il 16 ottobre 1984 tre pretori spedirono la polizia postale - si chiamava Escopost - a interrompere le trasmissioni televisive di Canale 5, Rete 4 e Italia 1, a Roma, Torino e Pescara. Niente Puffi. E niente Dallas, Dinasty, Maurizio Costanzo Show e Superflash per due milioni di spettatori, quelli di Lazio, Piemonte e Abruzzo, su 13 milioni che le televisioni private di Silvio Berlusconi raccoglievano ogni giorno. Fuori dalla legge. Perché trasmettere lo stesso programma in contemporanea su tutto il territorio nazionale - la «interconnessione» - era vietato. Con i ponti radio e il sistema delle videocassette accese in contemporanea, il cavaliere aggirava il divieto stabilito dall'articolo 195 del codice postale, così dissero i pretori Eugenio Bettiol (Roma), Giuseppe Casalbore (Torino) e Nicola Trifuoggi (Pescara). Quattro giorni più tardi, dopo aver ricevuto Berlusconi a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Bettino Craxi emanò un decreto, che il presidente della Repubblica Pertini velocemente firmò, per rimettere le cose a posto. Trasmissioni prorogate per un anno. Da allora in poi nessuno più fermò l'avanzata del cavaliere, che esattamente dieci anni dopo dalla tv passò alla politica. Quello fu il suo momento più difficile. Ne uscì, e ringraziò Craxi con una lettera che è spuntata fuori due anni fa dall'archivio personale dell'ex leader socialista depositato al senato.
«Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti». Questa lettera straordinaria di Berlusconi a Craxi è stata pubblicata per la prima volta da Sebastiano Messina su Repubblica nel 2007. Non ha bisogno di commenti: «Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio».
Le protezioni al governo. Ma anche l'assalto ai giudici e l'appello alla «volontà del popolo» evidentemente coincidente con i telespettatori: in quei pochi giorni di venticinque anni fa c'era già la storia di oggi. Compresa l'abilità di Berlusconi. I pretori, infatti, non avevano oscurato le tv private ma solo vietato la trasmissione in simultanea degli spettacoli. Fu il cavaliere a decidere il black-out. Per drammatizzare. Cominciarono le telefonate al centralino di palazzo Chigi. Scattò la protesta dei volti noti tv. Maurizio Costanzo organizzò puntate straordinarie del suo show dal teatro Giulio Cesare, Corrado si lamentò, Guglielmo Zucconi su Rete 4 fece parlare i «teleutenti». La concessionaria della pubblicità di Berlusconi, Pubblitalia, diffuse i primi sondaggi: il 91% degli italiani era contro i pretori. L'Avanti di Craxi sperimentò la prosa che lo renderà celebre negli anni di Tangentopoli: «Nel vuoto di potere si sono inseriti altri poteri non democraticamente responsabili ... pretori notoriamente aderenti a gruppi dell'estrema sinistra ... un metodo illiberale». Anche il Pci si preoccupò. Il responsabile comunicazione di massa del partito era un non ancora quarantenne Walter Veltroni: «Non ci si deve rallegrare che emittenti televisive vengano oscurate e non si può non ragionare sulle conseguenze che questo può avere sullo stato di aziende, piccole e grandi, e sull'occupazione. Ci sono poi anche le abitudini degli utenti consolidate in anni di offerta televisiva che non possono essere ignorate». Le ragioni di tanta prudenza si capiranno poi, quando il primo «decreto Berlusconi» fu fatto cadere alla camera e Craxi ne preparò subito un altro che conteneva anche la riforma del vertice Rai. Nuove regole per la nomina del cda di viale Mazzini, del presidente e dei direttori delle testate radiofoniche e televisive. Nell'accordo tenuto a battesimo dal direttore generale della Rai Biagio Agnes, la direzione del nuovo Tg3 è assegnata ai comunisti.
Ad opporsi restarono i parlamentari della sinistra indipendente e alcuni democristiani di sinistra. Il Pci mantenne il voto contrario, ma rinunciò all'ostruzionismo che avrebbe certamente fermato un decreto presentato tardi per la conversione. E invece il voto finale arrivò il 4 febbraio 1985 alle undici di sera, un'ora prima della scadenza del decreto. Decisiva la partecipazione al voto dei senatori missini. Il giorno dopo un'edizione straordinaria della gazzetta ufficiale certificava la prima grande vittoria di Silvio Berlusconi.

da Il Manifesto -

postato da: Eutrone il 16/10/2009 16:01 | link | commenti
categorie:
sabato, 17 ottobre 2009

Disgustoso…





postato da: Eutrone il 17/10/2009 09:31 | link | commenti
categorie:
lunedì, 19 ottobre 2009

Aaaahh?!?!?


Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni.

George Orwell


postato da: Eutrone il 19/10/2009 14:33 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 20 ottobre 2009

E


E qui siamo allo scadimento nella facile ironia
e nel clichè più trito e ritrito…


postato da: Eutrone il 20/10/2009 10:30 | link | commenti
categorie:
sabato, 31 ottobre 2009

La SV è invitata…




postato da: Eutrone il 31/10/2009 17:58 | link | commenti (1)
categorie: